L'entroterra
del Comune di Sirmione, sebbene meno conosciuto della porzione peninsulare,
comprende aspetti paesaggistici e culturali che valgono bene una visita per cui
è nata questa proposta di un percorso realizzabile in bicicletta che conduca
nei siti più significativi e rappresentativi.
Si parte dalla sede del CRA-APT e seguendo il profilo della penisola sul
marciapiede in prossimita della riva, si procede verso l'entroterra per
attraversare la zona di produzione del Lugana DOC, collegandosi ai percorsi
ciclabili intercomunali.
Il paesaggio e da gustare, pedalata dopo pedalata, passo dopo passo, sorso a
sorso, così come un buon vino, ed è per questo che si invita non solo a
visitare le aziende, ma anche a farsi accompagnare nei vigneti, nei luoghi di
interesse paesaggistico e pedologico nei pressi delle cantine.
La cartina allegata, oltre a segnalare il percorso, prende in considerazione
l'aspetto pedologico e quello vitivinivolo presentando la classificazione dei
suoli e riportando la suddivisione dei vigneti in vitigni.
Morfologia e Pedologia
Per quando riguarda i suoli si è in presenza di 5 unità pedologiche
diverse. Dal punto di vista morfologico si tratta di piane retromoreniche
ondulate di origine glaciale, ascrivibili al periodo tardo wurmiano e
cataglaciale (10-30 mila anni fa), a drenaggio lento, costituite da
stratificazioni di sedimenti fini quali argille, in prevalenza calcaree, e limo,
e intermmezzate da depositi micro-organici e sali minerali. La terra del Lugana
non è facile da gestire: polvere sottilissima, blocchi duri e compatti quando e
secca, appiccicosa e traditrice quando bagnata, perciò si consigla di non
addentrarsi in terreni privi di vegetazione da poco irrigati o dopo una
abbondante pioggia.
I suoli del comune di
Sirmione presentano caratteristiche tali da ridurre notevolmente la scelta delle
colture, tuttavia possono risultare molto più idonei di altri per destinazioni
specifiche di pregio come la vite che, proprio in situazioni che sembrerebbero
sfavorevoli, estrinseca al meglio la proprie capacità produttive ed
organolettiche.
Il territorio comprende piane retromoreniche ondulate, costituite da
sedimenti fini addensati derivati da depositi morenici di fondo. La costante
presenza di fossi drenanti risulta indispensabile per favorire lo scolo delle
acque.
Si riconoscono tre unità morfo-pedologiche principali:
1) Surpefici pianeggianti o debolmente ondulate, costituenti le parti
sommitali di basse dorsali; a sud, in prosssimità delle colline, sono rilevate
di alcuni metri rispetto alle incisioni mentre divengono via via meno evidenti
andando verso il lago. Sono oggetto di evidenti sistemazioni agrarie atte a
favorire il drenaggio delle acque in eccesso (baulature), prevalgono i vigneti
ed il seminativo.
a)suoli poco profondi limitati dal substrato argilloso sovraconsolidato
fortemente calcareo, con scheletro(materiale con dimensioni oltre i 2 mm)
assente o scarso, costituiti da particelle medie o moderatamente fini nel
substrato (tessitura tra 0,002 mm e 0,002 mm) reazione alcalina, saturazione
alta, a drenaggio lento.
2)Superfici intermedie, di raccordo tra le incisioni del reticolo idrografico
diretto verso il lago e le prozioni rilevate; la debole pendenza rende superflua
la baulatura. Sono utilizzate a vigneto e seminativo e includono due tipi di
suolo:
b) moderatamente profondi o profondi, con scheletro scarso, tessitura media o
moderatamente fine, reazione alcalina, saturazione alta, calcarei, a drenaggio
lento;
c) molto simili ai precedenti da cui differiscono per una maggior azione
drenante ed una minore profondità.
3) Principali e profonde incisioni appartenenti al retico idrografico diretto
verso il lago. Interessate dalla deposizione di materiali fini erosi dai
versanti morenici delle contigue (unità 1 e 2). Sono utilizzate a siminativo e
prato stabile. Presentano pendenza bassa o nulla: suoli sottili o poco profondi,
fortemente calcarei, con scheletro scarso, tessitura media, reazione alcalina,
saturazione alta, a drenaggio mediocre. Anche in questa unità si distinguono
due tipologie di suoli:
d)suoli poco o mederatamente profondi, limitati dal substrato limoso-argilloso,
con scheletro assenteo scarso, tessitura fine o moderatamente fine, reazione
alcalina, saturazione alta, moderatamente calcarei, a drenaggio molto lento.
e) suoli poco profondi limitati dal substrato fortemente calcareo, con scheletro
scarso (comune nel substrato), tessitura media, reazione alcalina, saturazione
alta, molto calcarei, a drenaggio lento.
I vitigni
Il
vitigno predominante è il Trebbiano di lugana qui acclimato già da alcuni
secoli ed anima del Lugana D.O.C., che comunque prevede per disciplinare anche
il contributo del 10% di altre uve bianche purchè non aromatiche.
Tra le caratteristiche tipiche di questo vitigno:
- le foglie giovani sono verdi con riflessi bronzati, quelle adulte verde
chiaro di forma pentagonale pentalobata, gialle nel periodo autunnale;
-il sarmento o tralcio è di sezione circolare, a superficie striata di colore
rossastro priva di lenticelle e con la corteccia aderente;
- i grappoli, in media 15 per ceppo con perso di circa 0,3 kg ciascuno, hanno
forma piramidalem, sono compatti e presentano solitamente delle ali;
- l'acino è leggermente allungato e pruinoso, con la buccia spessa, polpa
succosa ed un elevato rendimento in succo;
- la produttività media è di 12000 kg ad ettaro.
Tipica è la "conduzione ad archetto": i due tralci restanti dopo
la potatura vengono piegati ad arco e legati ai fili di struttura.
Lungo i bordi di alcuni fossi scolatori si vedono tuttora gli "stopari":
apposite varietà di salice da cui si ricavano gli "stropei", rametti
adatti a legare fralci e fusti.
Gli stropari forniscono un buon materiale a basso costo di produzione, ma
dispendioso nella preparazione, sempre più spesso sotituito con materiale a
basso costo di produzione, ma dispendioso nella preparazione, sempre più spesso
sotituito con materiali plastici o clips d'acciaio.
Modestissima è la presenza dei vitigni rossi: soprattutto quelli del
disciplinare del Garda Classico Rosso D.O.C. (sangiovese, groppello, marzemino,
barbera), ma anche vigneti misti piantati 50 anni or sono. La provata
esperienza, le nuove tecniche ed un acclimatato vitigno fanno del Lugana D.O.C.
un prodotto assolutamente da degustare, magari all'ombra di un vecchio portico
facendosi raccontare curiosi aneddoti locali.
I "Ganfi"
Alcune strade poderali e
capezzagne attraversano rigagnoli di portata più o meno importante.
Questi piccoli corsi d'acqua sono comumemente chiamati "ganfi", e ad
ognuno è stato assegnato un nome:ganfo della Garbella, della Bragagna, Riel,
Sermana... I ganfi nascono nella zona pre-collinare da risorgive naturali,
durante il percorso verso il lago diventano ricettori delle acque di scolo dei
terreni terminando utilizzati come piccoli porti-canale.
Il tratto terminale, cioè quello passante per il centro abitato di Lugana,
anche se è stato incanalato in sponde di cemento, ospita sovente esemplari di
cigni o anatidi alla ricerca di cibo tra la vegetazione acquatica, resta invece
inalterato il tratto più interno dove si mantengono siepi ed alberi lungo le
sponde.
Interessante lo slargo del ganfo della Bragagna; non lontano si trovano due
piccoli specchi d'acqua intramorenici di origine glaciale di cui uno è chiamato
la "Buca dell'orso", situato poco dopo aver attraversato la nuova
strada Statale 11, e l'altro la "Fossa Lojera" (privata) nei pressi
dell'ononima azienda.
Le Cascine
E' noto che la Lugana era una rigogliosa foresta (Silva Lucana) in cui oltre
alla selvaggina pare si potessero incotrare personaggi come Attila e Papa Leone
Magno. Da allora il territorio è stato bonificato e reso produttivo anche
grazie all'opera di monaci di cui sono testimonianze evidenti le Frati Vecchi e
Onofria. Buona parte delle altre aziende, appoggiate alla sommità delle lievi
ondulazioni del territorio, non sono comunque di recente costruzione in quanto
già presenti nella cartografia austriaca dell'Ottocento, ed i loro nomi sono
carichi di storia e di curiosità
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