|
Partendo
dalla sede del CRA-APT e attraverso il ponte, si accede al centro storico di
Sirmione, dove si prosegue lungo Via dante. Passando sul retro della chiesa S.
Maria Maggiore, si arriva in Via dei Longobardi e quindi alla spiaggia, formata
essenzialmente da ghiaie di età olocenica.
La scarpata dei vicini giardini pubblici mette in bella evidenza l'unità del
conglomerato miocenico continentale che costituisce anche gran parte del rilievo
di Villa Cortine.
Questo conglomerato litologicamnete è costituito da clasti eterogenei a
diverso grado di arrotondamento e di natura differente, in prevalenza calcarei,
seguiti poi da quelli arenacei ed, infine, da una minore quantità di ciottoli
granitici, tutti ben cementati, in una matrice ghiaioso-sabbiosa. La forma
arrotondata dei clasti è legata alla loro origine alluvionale, a seguito
dell'intensa attività erosiva del rilievi pre-esistenti che ha indotto nel
Miocene superiore fenomeni frasgressivi intensi su tutta l'area del basso Garda.
L'itinerario prosegue lungo la passegiata delle Muse dove, in corrispondenza
del canneto, all'interno di Villa Cortine, si puòintravedere nel conglomerato
una tipica forma di erosione a piramide, completa di masso terminale.
All'altezza del pontile, si incontrano i primi affioramenti grigio-biancastri
dell'unità calcareo-marmosa del Cretaceo, in contatto di faglia con i
precedenti conglomerati. Questa unità, di origine marina, è da relazionare ad
un ambiente di deposizione di piattaforma e mostra una netta e fitta
stratificazione di medio spessore, ad indicare un regime di sedimentazione, e
quindi di condizioni climatiche variabili, come testimoniato del resto anche
dalle frequenti intercalazioni di altre litologie, come quella più
spiccatamente calcarea, riscontrabile alla base dell'unità, e costituente gran
parte degli affioramenti rocciosi subacquei del versante orientale della
penisola. Gli strati si presentano qui con giacitura N30°W e inclunazione su 10°.
Il cammino conduce alla stazione di pompaggio della sorgente termale la
"Boiola", in corrispondenza della faglia Rivoltella-Sirmione-Garda,
con direzione N30°E.
Il termalismo
di Sirmione è riconducibile ad un'anomalia geotermica di origine
geo-strutturale, collegata ad un sistema di fratture profonde che permettono la
risalita di acque calde, e perciò non è di origine vulcanica, come spesso è
erroneamente ritenuto. Il flusso anomalo di calore, stimato in circa 80 mW/m2,
ad una profondità di 3000 metri, induce temperature comprese tra 90 e 120 °C,
per un gradiente risultante di 10-15 °C ogni 100 metri, che equivale a 4-5
volte il flusso geotermico medio terrestre.
Il percorso continua sulla spiaggia del "Lido delle Bionde", dove
nei pressi del ristorante-pizzeria, all'altezza del pontile sono ben evidenti
strati più resistenti e compatti, sempre di colore grigio, e di tipo
calcareo-marmoso, posizionati sotto la parete rocciosa delle Grotte di Catullo.
La falesia è costituita essenzialmente dalla sequenza di "Scaglia
Rossa", con termini a competenza e litologia variabile da calcarei a marne,
con stratificazione talvolta fittissima, come riscontrabile in più punti
all'interno della Villa di Catullo.
A monte, lungo il viottolo nell'uliveto, affiorano in bella evidenza
straterelli caotici di natura marnosa di colore marroncino-biancastro con
presenza di milonite che è tipica di situazioni con attività tettonica
particolarmente intense. In questo caso, l'azione cataclastica è da imputare
principalmente ad un sovrascorrimento dell'unità superiore di "Scaglia
Rossa" su quella grigia.
In questo sito si riscontra anche la presenza di una faglia secondaria, con
direzione N30°W, a carattere inverso (compressivo), riscontrabile anche
all'interno della Villa di Catullo, presso le fondamenta del nuovo museo.
La forte azione di stress che caratterizza questo sito è anche testimoniata
al di sotto di un muro di età longobarda. Il particolare grado di dissesto che
il manufatto presenta nella sua struttura e la presenza di elementi lenticolari,
fanno presupporre che, in un passato recente, esso possa essere stato
interessato da componenti di stress di taglio probabilmente associati
all'effetto di qualche evento sismico o di assetto neotettonico. Proseguendo
lungo Viale Gennari, si fiancheggia la faglia principale
Rivoltella-Sirmione-Garda, che qui offre una netta inpressione di carattere
distensivo, si risale per Via Caio Valerio, dove alla prima curva affiorano in
bella evidenza gli strati di marna associati alla "Scaglia Grigia".
Sul piazzale dell'ingresso delle Grotte di Catullo, come pure da altre
postazioni all'interno della Villa, si possono osservare dall'alto gli
affioramenti rocciosi che formano l'ampia piattaforma d'abrasione che circonda
tutto il promontorio. Questi strati come del resto quegli atri osservati al Lido
delle Bionde, mostrano una costante giacitura verso NW e inclinazione compresa
tra 10-15°, ed un evidente campo di fratture e diaclasi, poste secondo le due
direzioni associate N30°E e N40°W, interpretabili come la risultante di un
modello di compressione secondo la direzione NNW-SSE, come osservabile da foto
aerea.
Questa
evidenza, rafforzata dalla direzione delle maggiori faglie riscontrate, è
collegabile al quadro tettonico regionale dove troviamo una tendenza al
sovrascorrimento secondo una vergenza verso Est, dando origine a faglie secondo
una vergenza verso EST, dando origine a faglie secondo le direttrici
giudicariensi NNE-SSW, di cui la più importante nella zona gardesana è
sicuramente la Linea del Ballino, cui risultano associate la
Rivoltella-Sirmione-Garda e altre faglie con direzione parallela, verificate
anche da recenti rilievi con ecoscandaglio sonar del fondo del lago. Non è un
caso se l'attività geotermica di Sirmione si manifesti anche con altre sorgenti
subacque al largo strettamente collegate a questa importante faglia.
La
componente di spinta nell'area in direzione NW-SE è anche la principale
responsabile del sovrascorrimento riscontrato all'interno della unità cretacica
e della successione di faglie inverse.
La via del ritorno passa per S. Pietro in Mavino in direzione Punta Staffalo,
proseguendo per il sentiero dei Pini che porta in una località suggestiva con
la presenza di canneti ed animali acquatici. L'affioramento di Punta Staffalo,
con strati che immergono sempre a NW, è costituito da marne scagliose rossastre
appartenenti all'unità della "Scaglia Rossa".
Proseguendo per Via Punta Staffalo, Via
Vittorio Emanuele e Via G. Piana, si torna ad osservare, presso il cortile del
ristorante" La Roccia", il conglomerato continentale del Miocene che,
su questo versante, si presenta con piccole diaclasi orientale N20°E e con
clasti sempre arrotondati, ma più piccoli, tendenti ad una ghiaia cementata.
|