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  Aspetti Geologici pag. 2/2

 

 

 

Partendo dalla sede del CRA-APT e attraverso il ponte, si accede al centro storico di Sirmione, dove si prosegue lungo Via dante. Passando sul retro della chiesa S. Maria Maggiore, si arriva in Via dei Longobardi e quindi alla spiaggia, formata essenzialmente da ghiaie di età olocenica.

La scarpata dei vicini giardini pubblici mette in bella evidenza l'unità del conglomerato miocenico continentale che costituisce anche gran parte del rilievo di Villa Cortine.Fontana

Questo conglomerato litologicamnete è costituito da clasti eterogenei a diverso grado di arrotondamento e di natura differente, in prevalenza calcarei, seguiti poi da quelli arenacei ed, infine, da una minore quantità di ciottoli granitici, tutti ben cementati, in una matrice ghiaioso-sabbiosa. La forma arrotondata dei clasti è legata alla loro origine alluvionale, a seguito dell'intensa attività erosiva del rilievi pre-esistenti che ha indotto nel Miocene superiore fenomeni frasgressivi intensi su tutta l'area del basso Garda.

L'itinerario prosegue lungo la passegiata delle Muse dove, in corrispondenza del canneto, all'interno di Villa Cortine, si puòintravedere nel conglomerato una tipica forma di erosione a piramide, completa di masso terminale.

All'altezza del pontile, si incontrano i primi affioramenti grigio-biancastri dell'unità calcareo-marmosa del Cretaceo, in contatto di faglia con i precedenti conglomerati. Questa unità, di origine marina, è da relazionare ad un ambiente di deposizione di piattaforma e mostra una netta e fitta stratificazione di medio spessore, ad indicare un regime di sedimentazione, e quindi di condizioni climatiche variabili, come testimoniato del resto anche dalle frequenti intercalazioni di altre litologie, come quella più spiccatamente calcarea, riscontrabile alla base dell'unità, e costituente gran parte degli affioramenti rocciosi subacquei del versante orientale della penisola. Gli strati si presentano qui con giacitura N30°W e inclunazione su 10°.

Il cammino conduce alla stazione di pompaggio della sorgente termale la "Boiola", in corrispondenza della faglia Rivoltella-Sirmione-Garda, con direzione N30°E.

Sorgente termaleIl termalismo di Sirmione è riconducibile ad un'anomalia geotermica di origine geo-strutturale, collegata ad un sistema di fratture profonde che permettono la risalita di acque calde, e perciò non è di origine vulcanica, come spesso è erroneamente ritenuto. Il flusso anomalo di calore, stimato in circa 80 mW/m2, ad una profondità di 3000 metri, induce temperature comprese tra 90 e 120 °C, per un gradiente risultante di 10-15 °C ogni 100 metri, che equivale a 4-5 volte il flusso geotermico medio terrestre.

Il percorso continua sulla spiaggia del "Lido delle Bionde", dove nei pressi del ristorante-pizzeria, all'altezza del pontile sono ben evidenti strati più resistenti e compatti, sempre di colore grigio, e di tipo calcareo-marmoso, posizionati sotto la parete rocciosa delle Grotte di Catullo. La falesia è costituita essenzialmente dalla sequenza di "Scaglia Rossa", con termini a competenza e litologia variabile da calcarei a marne, con stratificazione talvolta fittissima, come riscontrabile in più punti all'interno della Villa di Catullo.

A monte, lungo il viottolo nell'uliveto, affiorano in bella evidenza straterelli caotici di natura marnosa di colore marroncino-biancastro con presenza di milonite che è tipica di situazioni con attività tettonica particolarmente intense. In questo caso, l'azione cataclastica è da imputare principalmente ad un sovrascorrimento dell'unità superiore di "Scaglia Rossa" su quella grigia.

In questo sito si riscontra anche la presenza di una faglia secondaria, con direzione N30°W, a carattere inverso (compressivo), riscontrabile anche all'interno della Villa di Catullo, presso le fondamenta del nuovo museo.

La forte azione di stress che caratterizza questo sito è anche testimoniata al di sotto di un muro di età longobarda. Il particolare grado di dissesto che il manufatto presenta nella sua struttura e la presenza di elementi lenticolari, fanno presupporre che, in un passato recente, esso possa essere stato interessato da componenti di stress di taglio probabilmente associati all'effetto di qualche evento sismico o di assetto neotettonico. Proseguendo lungo Viale Gennari, si fiancheggia la faglia principale Rivoltella-Sirmione-Garda, che qui offre una netta inpressione di carattere distensivo, si risale per Via Caio Valerio, dove alla prima curva affiorano in bella evidenza gli strati di marna associati alla "Scaglia Grigia".

Sul piazzale dell'ingresso delle Grotte di Catullo, come pure da altre postazioni all'interno della Villa, si possono osservare dall'alto gli affioramenti rocciosi che formano l'ampia piattaforma d'abrasione che circonda tutto il promontorio. Questi strati come del resto quegli atri osservati al Lido delle Bionde, mostrano una costante giacitura verso NW e inclinazione compresa tra 10-15°, ed un evidente campo di fratture e diaclasi, poste secondo le due direzioni associate N30°E e N40°W, interpretabili come la risultante di un modello di compressione secondo la direzione NNW-SSE, come osservabile da foto aerea.

sezione1.JPG (7123 bytes)Questa evidenza, rafforzata dalla direzione delle maggiori faglie riscontrate, è collegabile al quadro tettonico regionale dove troviamo una tendenza al sovrascorrimento secondo una vergenza verso Est, dando origine a faglie secondo una vergenza verso EST, dando origine a faglie secondo le direttrici giudicariensi NNE-SSW, di cui la più importante nella zona gardesana è sicuramente la Linea del Ballino, cui risultano associate la Rivoltella-Sirmione-Garda e altre faglie con direzione parallela, verificate anche da recenti rilievi con ecoscandaglio sonar del fondo del lago. Non è un caso se l'attività geotermica di Sirmione si manifesti anche con altre sorgenti subacque al largo strettamente collegate a questa importante faglia.

 

 

sezione.JPG (7423 bytes)La componente di spinta nell'area in direzione NW-SE è anche la principale responsabile del sovrascorrimento riscontrato all'interno della unità cretacica e della successione di faglie inverse.

La via del ritorno passa per S. Pietro in Mavino in direzione Punta Staffalo, proseguendo per il sentiero dei Pini che porta in una località suggestiva con la presenza di canneti ed animali acquatici. L'affioramento di Punta Staffalo, con strati che immergono sempre a NW, è costituito da marne scagliose rossastre appartenenti all'unità della "Scaglia Rossa".

 

Proseguendo per Via Punta Staffalo, Via Vittorio Emanuele e Via G. Piana, si torna ad osservare, presso il cortile del ristorante" La Roccia", il conglomerato continentale del Miocene che, su questo versante, si presenta con piccole diaclasi orientale N20°E e con clasti sempre arrotondati, ma più piccoli, tendenti ad una ghiaia cementata.

 

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