|
La penisola di Sirmione, sottile lembo di terra che si estende nelle limpide
acque del Grada, come un pennello tra il golfo di Desenzano e quello di
peschiera, è costituita da una serie di formazioni rocciose che, dal punto di
vista litologico e strutturale, comportano notevole interesse, non solo per lo
studioso ma anche per l'appassionato e il turista che hanno l'occasione di
visitare questi luoghi.
La successione geologica delle rocce che formano l'estremità della penisola,
o meglio isola, in quanto collegata all'entroterra dal ponte del Castello
Scaligero, partendo dalle unità più recenti fino a quelle più antiche, è
caratterizzata come segue:
- sabbie e ghiaie, in parte riportate artificialmente e in parte dal moto
ondoso, che costituiscono le spiaggie orientali (Olocene:attuale-10 mila anni
fa);
- depositi di morene di fondo con ciottoli, minuti sovente levigati e
striati, con argille varvate di origine glaciolacustre e ascrivibili al periodo
cataglaciale wurmiano, a conclusione del ciclo glaciale gardesano (Pleistocene
superiore: 10 mila-30 mila anni fa);
- formazioni continentali di tipo conglomeratico di natura poligenica e
matrice differenziata (Miocene superiore: 5-11 milioni di anni fa);
- formazioni marine di mara caldo, generalmente poco o limitatamente
profondo, caratterizzate da due sequenze di calcari marmosi e marne,
distinguibili per il loro aspetto cromatico come "Scaglia Rossa" al
tetto e "Scaglia Grigia" alla base, talvolta con termini in posizione
alterata o intercalata. (Cretacio superiore: 65-92 milioni di anni fa).
L'insieme di questi litotipi rientra in un quadro generale che va dalle
formazioni più recenti dell'anfiteatro morenico, a seguito dalle ultime fasi
glaciali del Wurm, alla sucessione sempre continentale di conglomerati
trasgressivi di età terziaria e quindi alle unità sedimentarie mesozoiche che
si riscontrano tipicamente nella struttura prealpina che circonda il Garda.
Dal punto di vista strutturale la penisola di Sirmione offre spunti assai
interessanti con eventi tettonici legati all'orogenesi Alpina, come la faglia di
Rivoltella-Sirmione-Garda e i campi di fratture connessi,
Un aspetto di singolare interesse è poi la presenza di acque calde sulfuree
e salsobromoiodiche, associate alla sorgente "Boiola", a testimonianza
di un'anomalia geotermica piuttosto importante, di valenza regionale e nota fin
dall'antichità, la cui temperatura si aggira tra 55 e 70 °C, con una portata
media di 3-4 litri al secondo. Quste acque, veicolate da fratture attraverso il
sottosuolo, sono intubate e condotte ai noti stabilimenti termali di Sirmione.
|