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I
Romani indicavano con la parola "terme"
i bagni sia privati che pubblici, mentre per noi oggi
questa parola si riferisce a stabilimenti che sfruttano
sorgenti di acqua calda. Nelle "grotte di Catullo"
le terme sono state costruite nella parte meridionale
(vedi figura "la ricostruzione a pag. 1)
nel Il secolo dopo Cristo, circa un secolo dopo la
costruzione della villa.
II settore termale ha un'estensione di quasi 800 mq
e comprende vari ambienti. Purtroppo alcune di queste
stanze sono state fortemente danneggiate e quindi
oggi è difficile ricostruire la loro esatta
funzione. L'ambiente meglio conservato è la
cosiddetta "piscina". Si tratta di un grande
vano rettangolare che ospitava una vasca. Il pavimento
di quest'ultima era rialzato, probabilmente sostenuto
da pilastrini (= pilae), e si trovava sopra
gli archi presenti lungo le pareti (figura 1).
Dietro alla "piscina" c'era un ambiente
dove probabilmente veniva acceso il fuoco (=praefurnium).
L'aria calda ed il fumo prodotti entravano in un'intercapedine
(= spazio vuoto esistente tra due muri) che circonda
la piscina e che doveva arrivare fino al soffitto
(figura 3). Attraverso gli archi quest'aria
circolava anche nell'area sotto al pavimento (= ipocausto)
e così l'ambiente veniva riscaldato. I costruttori
hanno utilizzato molti mattoni nei muri per fare in
modo che il calore non si disperdesse tanto facilmente.
Per
le sue caratteristiche è probabile che questo
ambiente fosse il tepidarium, ossia la stanza
dei bagni con la vasca di acqua tiepida. L'ambiente
per l'acqua calda (il calidarium) era di dimensioni
inferiori ed anziché avere un'unica grande
piscina possedeva piccole vasche poste agli angoli
della stanza e destinate non a nuotare, ma ad immergere
una parte del corpo. Anche il calidarium si
trovava vicino al forno di riscaldamento. Infine l'ambiente
per l'acqua fredda (il frigidarium) aveva al
centro una vasca poco profonda sui cui bordi, decorati
a mosaico, le persone potevano sedere. Nelle terme
delle "grotte di Catullo" sono presenti
anche altri ambienti, oltre a quelli descritti, la
cui funzione non è però chiara. Per
la decorazione di alcune pareti sono stati impiegati,
stucchi ritrovati durante gli scavi. Nelle vasche
non veniva utilizzata l'acqua del lago a causa del
notevole dislivello che la separa dall'edificio. Per
risolvere il problema dell'approvvigionamento idrico
sono state costruite nella zona termale tre cisterne
in cui veniva raccolta l'acqua piovana. Due di queste
cisterne si trovano alle spalle della "piscina",
mentre la terza, un tempo mal interpretata come il
"bagno" di Catullo è posta
vicino all'ingresso della villa (figura 3).
L'acqua veniva estratta dalla cisterna e convogliata
verso le terme attraverso tubi di piombo, le cosiddette
fistule, che per i Romani erano le tipiche
condutture per l'acqua.
Nelle terme pubbliche, che erano più complesse
di quelle private, oltre alle stanze con le vasche
vi erano spogliatoi, palestre, spazi aperti (come
giardini e cortili), sale per conferenze e letture,
latrine e ambienti destinati alla cura del corpo.
I Romani quindi frequentavano le terme alla ricerca
non solo di benessere fisico, ma anche di momenti
d'incontro.
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